VENEZIANO PER SENSIBILITÁ ED EDUCAZIONE - HA AFFINATO IL SUO TALENTO IN QUELLA PRESTIGIOSA ACCADEMIA - STEFANO BERNABEI SI RIALLACCIA ALLA GRANDE TRADIZIONE SCENOGRAFICA DELLA CITTÁ LAGUNARE, CHE VISSE L'ESTENUANTE STAGIONE DELLA DECADENZA COME UN INESAURIBILE SPETTACOLO FRA LE FASTOSE DISSOLUTEZZE ED INCIPRIATE GALANTERIE.

NON V'ERA QUINDI PIù FASCINOSA QUINTA DI QUELLE MAGATE PROSPETTIVE E DELLE LIQUIDE ATMOSFERE CHE DA SECOLI AFFASCINANO IL VISITATORE. ABBINARONO FRA GLI ALTRI ALLA PITTURA LA SCENOGRAFIA TEATRALE MARCO RICCI, GASPARE DIZIANI E IL MARIESCHI, SBIZZARRENDOSI IN SONTUOSI APPARATI. GLI STESSI AFFRESCHI DEL TIEPOLO - CUI IL NOSTRO ARTISTA SPESSO ATTINGE - COSTITUIVANO UNA "MACCHINA DALLE CREPITANTI FANTASIE", OVE LA REALTÁ SFUMA NELL'ILLUSORIO E NEL FANTASTICO.

L'IMMAGINIFICO VIRTUOSISMO DI STEFANO BERNABEI NE RIPROPONE LA LETTURA IN CHIAVEMODERNA, CON UN TAGLIO CHE EVOCA LA RISCOPERTA DEL CLASSICISMO PROMOSSA FRA OTTO E NOVECENTO DA ARISTIDE SARTORIO.

ALBERTO CASSINI

SE IL POST-MODERNO É LEGATO NELLA SUA CARICA CREATIVA ALLA "MORTE" DEL MODERNISMO E RICORRE ALL'"ANTICO" PER COSTRUIRE UN NUOVO LINGUAGGIO, COSÍ BERNABEI RIPERCORRE LA GRANDE TRADIZIONE DECORATIVA STORICA, NON TANTO PER CITAZIONISMO O AUTOREFERENZIALISMO, MA COME REIMPAGINAZIONE DI UNA REALTÁ "VIRTUALE" ATTRAVERSO LE GRADI POSSIBILITÁ ESPRESSIVE DI QUEI SEDIMENTATI LINGUAGGI.

NEI SUOI LAVORI, INFATTI, NON C'É LA VOLONTÁ DI UN "RITORNO ALL'ORDINE", MA LA RIMEDITAZIONE SULLLO SPESSORE ARTISTICO E ARTIGIANO DELLA TRADIZIONE.

UNA RICERCA FORMALE CHE FINO A POCHI ANNI FA VENIVA RESPINTA COME "ANACRONISMO", MA CHE OGGI RIVIVE UNA NUOVA STAGIONE; NON COME "VALORE ESEMPLARE", MA COME RIMANDO COSTANTE DELLA COSCIENZA COLLETTIVA, SERBATOIO DI VALORI MUTABILI E SCHEMATIZZABILI COME SI VEDE ANCHE NELLE RIPROPOSIZIONI SCENICO-CINEMATOGRAFICHE OGGI APPOGGIATE ALLE PIÚ MODERNE E SOFISTICATE TECNOLOGIE.

GRAZIE A QUESTE ULTIME SI POSSONO TRACCIARE MAPPE SEMPRE NUOVE PER ITINERARI DELLA MENTE E DELLA CULTURA; LA FORZA DI QUESTE CITAZIONI APPARE ANCORA INTATTA SOTTO LA POLVERE DEI SECOLI, NELLA NOSTALGIA DI UN'ILLUSTRE TRADIZIONE CHE PAREVA EMARGINATA E TRAVOLTA DAI "CONQUISTADORES" DI UNA CONTEMPORANEITÁ OSSESSIVA, GLOBALIZZATA E ICONOFOBA.

UN'ICONOFOBIA CHE FECE PERDERE DI VISTA UNA GRANDE TRADIZIONE PARZIALMENTE RICOMPOSTA NEGLI ANNI '30 DA CAGLI, SIRONI, AFRO, ECC.

ANEDDOTI, CITAZIONI E STORIE PAIONO DI NUOVO FLUIRE GRAZIE ALL'ATTENZIONE QUASI SPECIALISTICA DI CHI, COME BERNABEI, NON VUOLE ESAURIRSI IN FUNZIONI ORNAMENTALI, MA PROPORRE UN PIÚ VASTO ORIZZONTE PER UN MONDO MULTICULTURALE COME IL NOSTRO.

GILBERTO GANZER